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Paese

Dati Generali
Il paese di Noragugumene
Noragugume è situato in una zona collinare di tipo alluvionale, fra il lago Omodeo e la catena montuosa del Marghine, dominata da quella più imponente del Gennargentu. L'attuale abitato risale al XV secolo, come testimonia la caratteristica chiesetta di Santa Croce. Diversi sono i nuraghi presenti nella zona, tra i più famosi il Tolinu che presenta ancora oggi un bastione e una torre ben conservati, l'Irididdo con torre centrale e due laterali, il nuraghe Muresune e il Litzera.
Il territorio di Noragugumene
Altitudine: 141/310 m
Superficie: 26,80 Kmq
Popolazione: 378
Maschi: 191 - Femmine: 187
Numero di famiglie: 152
Densità di abitanti: 14,1 per Kmq
Farmacia: (Dualchi) via Roma, 101 - tel. 0785 44792
Guardia medica: (Borore) - tel. 0785 86422
Carabinieri: via Sassari, 9 - tel. 0785 44722

Storia

NURAGUGUME [Noragugume], villaggio della Sardegna, nella provincia di Cuglieri, compreso nel mandamento di Sedilo della prefettura di Oristano, ed uno de’ paesi dell’antico dipartimento del Logudoro, che diceano Marghine.

La sua posizione geografica è determinata nella latitudine 40° 13', e nella longitudine occidentale dal meridiano di Cagliari 0° 12' 30".

Siede nel pianoro del Marghine coperto in parte dall’influsso de’ venti boreali per le montagne di Bolotana, ed esposto agli altri venti, massimamente al levante, che si sperimenta nocivo a’ corpi ed alla vegetazione, non meno che sia la nebbia. Quindi soffresi caldo nella estate, tepore nell’inverno, e però se cadono le nevi in breve spariscono liquefatte.

Le pioggie sono piuttosto scarse, i temporali nella primavera e nella estate non infrequenti, con grave danno de’ seminati e guasto delle vigne.

L’aria non è molto pura per quello che esalano le paludette, che in gran numero si formano dall’acqua delle pioggie nelle concavità delle roccie che compongono il superiore strato del pianoro.

Territorio. La superficie del medesimo può dirsi di circa 20 miglia quadrate. Esso è quasi tutto piano e appena si può indicare la piccola eminenza che appellano Sa Pentuma con dorso piano e fianchi scoscesi.

Non si conoscono che nove fonti, 1. la Comunale, detta Calavia, distante dal popolato un mezzo miglio, che in alcune estati inaridisce; 2. Nordài, lontana un miglio; 3. Arvarea; 4. Scala de Bide; 5. Carchinada; 6. Masia;

7. Irididdu; 8. Funtanedda; 9. Funtana de Piscamu.

Scorre in questi salti il Riu-mannu, che venendo dalle terre di Macomer, traversa i salti di Dualchi, poi questi, donde scende a confondersi con le acque del Tirso. Il suo guado non è senza pericolo nella stagione invernale, massime quando nel suo letto si accogliono i torrenti: ma quella gonfiezza non dura assai se la pioggia cessi. Siccome però avviene e non di rado che piova a lungo, pertanto converrebbe che si costruisse un ponte. Il Tirso bagna le terre di Nuragugume all’oriente.

Le paludi osservabili che raccoglionsi dalle pioggie in questo territorio sono tre; la prima appellata Zànzari, distante dal comune un miglio e mezzo sotto il libeccio, la quale copre un’area di circa 10 starelli; la seconda si cognomina de’ sos Cuguzos lontana quasi altrettanto, che occupa circa 14 starelli; la terza appellata Lozzeri, propinqua di mezzo miglio con una superficie di starelli quattro. Le anitre e le gru frequentano queste acque.

Le bestie selvatiche che si trovano ne’ salti di Nuragugume, sono daini, lepri e volpi, delle quali si trova un numero maggiore nelle terre prossime al Tirso che si comprendono sotto l’appellazione di Campu-mannu.

Agricoltura. Gli uomini di Nuragugume lavorano con poca diligenza alla cultura del terreno, dove esso (nella regione prossima all’abitato) non è sterile per mancanza di terra.

Si semina ordinariamente starelli di grano 450, d’orzo 160, di fave e legumi 60; e si ha frutto medio dell’8 per il grano, del 7 per l’orzo, dell’8 per le fave, del 6 per i legumi.

Il vigneto è assai ristretto, e la vendemmia non suol essere molto copiosa. Le varietà comuni delle uve sono il Nuragus, Rettaliadu, Girone e Moristello; il vino è sì di buon gusto, ma assai leggero.

Anche le piante fruttifere sono mal curate, di poche specie e di individui non più di 300. I fichi d’India sono molto comuni nelle chiusure, servono co’ loro anche al vitto degli uomini.

Si possono numerare in tutto il territorio sessanta tanche e venti chiusi (cungiadus) come dicono, la superficie totale de’ quali pare essere alla area intera di tutto il territorio come 1 a 5.

Manca il bosco, e le famiglie devon mandare a legnare ne’ salti de’ paesi vicini per avere quel che è d’uopo a’ bisogni domestici. Eppure quanti spazi sono incolti e potrebbero, piantati, somministrare le legne necessarie per il focolare e per le costruzioni!

Pastorizia. Nel bestiame manso si possono notare, buoi per i servigi agrari 120, vacche mannalite 40, cavalli e cavalle 30, majali 65, giumenti 50: nel bestiame rude vacche 200, pecore 1200, porci 100.

Popolazione. Si numerano famiglie 106, nelle quali sono anime 515, distinte in maggiori di anni 20 maschi 120, femmine 125, minori maschi 130, femmine

140. I numeri del movimento sono i seguenti nascite 24, morti 14, matrimoni 4. Le malattie più frequenti sono i dolori laterali e le intermittenti e perniciose.

I nuragugumesi sono uomini poco industriosi, un po’ pigri e duri di capo, niente vivaci nell’aspetto e nel fare, e molto negligenti di se stessi.

Non tutti i mestieri necessari in un paese hanno chi li eserciti. Le donne passano il tempo a filare o a tessere. I fanciulli che concorrono alla scuola primaria non sono più di sette.

Religione. Nuragugume è nella diocesi di Alghero.

La chiesa parrocchiale è denominata dell’apostolo s. Giacomo, e governata da un rettore che ha ausiliare un altro prete.

Le chiese minori sono quattro e trovansi dentro il cerchio dell’abitato: la prima intitolata dalla N. D. d’Itria, alla quale si festeggia nel terzo giorno della Pentecoste con molta affluenza di ospiti e lo spettacolo della corsa; la seconda serve di oratorio a’ confratelli della s. Croce; la terza si nomina da s. Giovanni Battista; la quarta da s. Antonio di Padova.

Monumenti antichi. Tre soli nuraghi si trovano in questo territorio, uno detto Mura (forse Nura) de Sune, in distanza dal comune di mezzo miglio con varie nicchie e ingresso alto; l’altro appellato Tolinu nella via a Sedilo e a un miglio di intervallo, con entrata bassa; il terzo poi che dicono Lizzèra è lontano solo di mezzo miglio.

Nel luogo detto Taleri vedonsi le vestigie d’uno di quei monumenti che si dicono sepolture di giganti, dove è ancora stante la gran lapide che copriva l’apertura del monumento incontro allo sirocco, e si distingue per la sua altezza. Finisce in curva parabolica e da’ paesani è nominata la Pietra di Georgia Radiosa, nome di una fata di quelle regioni, della quale molto favoleggiano le vecchierelle.

Sa Cresia noa è una caverna sotto il suolo, dove chi discende trovasi una camera poco men che quadrata co’ lati di metri 2.50, alta 2, nelle cui pareti sono due scavi come in forma di credenza. Pare un’antica sepoltura, e può vedersi a un miglio dal paese verso levante.

Tradizioni

Feste e Tradizioni
Feste e Sagre a Noragugumene
16 Gennaio: S.Antonio Abate. Festa comune a molti paesi della Sardegna con il tradizionale falo', i dolci che si consumano attorno al fuoco, processione religiosa, canti, giochi
Martedì di Pentecoste: Festa della Beata Vergine d'Itria
25 Luglio: San Giacomo - Festa del Santo patrono
Terza domenica d'Ottobre: S'izzadorzu